Il "Municipium Tarvisanum"

L'iscrizione ad Iside, qui riportata, è così interpretabile: ISIDi REGinae Lucius PUBLICIUS EUTYCHES MUNicipii TARvisani LIBertus, "a Iside regina Lucio Publicio Eutiche liberto del Municipio di Treviso".

Il regolare ingresso dei Veneti nella romanità avvenne con la Lex Pompeia nell'89 a.C., che concesse la cittadinanza di diritto latino: il diritto latino prevedeva il il diritto di sposarsi e di commerciare con i cittadini romani (ius connubii e ius commercii) e inoltre la possibilità, dopo il trasferimento a Roma, di ottenere la cittadinanza romana.

Con la Lex Roscia del 49 a.C., Giulio Cesare estese la cittadinanza romana ai Cisalpini; con la cittadinanza si otteneva di poter votare e di essere eletti alle cariche pubbliche. A questo seguì la conseguente abolizione della condizione di "provincia".

Il confine fu spostato fino all'Arsa (zona dell'Istria). Le Alpes Venetae assunsero il nome di Juliae. Molte colonie furono trasformate in Municipi. Municipio è una parola che deriva dal latino "munus capere" che significa assumere i doveri (di cittadino romano chiaramente). La creazione del municipium Tarvisanum in quest'epoca è testimoniata da numerose iscrizioni.

E' interessante l'immagine qui riportata: si tratta di un disegno, pubblicato dall'Avogaro, di una lapide scomparsa intorno al 1810, nella quale si nomina un certo Lucio Publicio Eutiche liberto del Municipio di Tarvisium.

Il culto della dea egiziana Iside aveva avuto notevole diffusione ad opera dei legionari romani che erano stati nelle regioni orientali dell'impero, tanto che, dopo un periodo di divieto, tale culto fu ammesso a partire dall'anno 19 d.C.

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