Testimonianze

Sig. Antonio Sartori (classe 1914)
Memorie

Profugo a Gemona assieme alla sorella, alla zia ed ai nonni. Pił due vacche. "Quando per strada ci ammazzarono una delle due vacche, ricordo il pianto inconsolabile delle donne. Ma fummo fortunati. Tornammo al Follo con una vacca ed un vitello, pazientemente allevato dal nonno. La vita era grama. Io andai via di casa con la zia Marietta. Avevo pił confidenza con lei che con mia madre . Da qui deriva il soprannome che porto tuttora. Di quegli anni disperati ricordo quella zia. Ancora oggi sono per tutti "Toni della Marietta".