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Dopo essere stata a lungo corteggiata dalle forze dell'Intesa con la promessa di annessione delle terre irredente, l'Italia entrò in guerra contro gli imperi centrali, suoi ex alleati (24 maggio 1915). Vennero richiamati tutti gli uomini validi, compresi i giovani in età di leva, che formarono un esercito numeroso ma impreparato e male armato; anche sul fronte italiano si dette inizio a una lunga guerra di logoramento. Durante la guerra, la produzione industriale si sviluppò, perché molte industrie lavoravano continuamente per procurare ai soldati tutto ciò di cui avevano bisogno: armi, mezzi di trasporto, indumenti e cibo. In molte fabbriche lavoravano, al posto degli uomini che erano al fronte, molte donne, che dovevano anche mantenere la propria famiglia. La resa agricola invece cominciò a diminuire, perché molti uomini erano in guerra: ciò aggravò la situazione del popolo: vennero razionati prima lo zucchero, poi i cereali, l'olio, i grassi e successivamente il latte e il formaggio. Se le condizioni dei civili erano dure, quelle dei militari erano peggiori; costretti nelle trincee, sottoposti a pericoli continui, i soldati spesso si ribellavano alla disciplina militare. (Nella foto) Mitraglieri germanici durante un'azione antiaerea |