Testimonianze

Sig.ra Rita Gaio (Classe 1908)
Memorie

Ho lasciato la casa assieme ai parenti e mi sono rifugiata negli scantinati dell'Ospedale assieme a tanti altri. Siamo poi fuggiti verso Miane con un carretto carico di masserizie. Siamo giunti a Vittorio Veneto una notte di novembre e siamo finiti a casa di un disertore che viveva con una prostituta. Mio padre si mise a fare osteria e non patimmo tanta fame. Avevo un fratello alpino prigioniero a Sacile. Quando seppe di noi a Vittorio, scappò e ci raggiunse. Ricordo che i tedeschi ci hanno aiutato; erano anche loro padri di famiglia. Peggio di noi stavano i prigionieri russi. Sembra incredibile ma erano ancora più affamati di noi.


Prigionieri di guerra