Le case


Case di Piazza Maggiore agli inizi del '900


A Valdobbiadene, agli inizi di questo secolo, la maggior parte delle case era costruita in pietra, mattoni e negli interni era molto utilizzato il legno, specialmente per i soffitti. Esternamente, le case non erano in genere molto curate, solo in parte erano imbiancate con la calce. Il numero delle stanze variava a seconda della grandezza dell'edificio, si andava da due fino a una decina di stanze. Tra di esse le più importanti erano: la cucina e la camera da letto. Per quanto riguarda il riscaldamento esso era limitato alla cucina che era riscaldata da un caminetto o da una stufa a legna. Il sistema di illuminazione più diffuso era quello delle lampade a petrolio, ma venivano utilizzate anche delle candele. Durante l'inverno un modo per riscaldarsi era andare in stalla a "far filò". Il calore degli animali presenti nella stalla era un "buon riscaldamento". In camera da letto vi erano le cose essenziali. Il letto a volte era di ferro, accanto un comodino. Per materasso veniva usato un grande sacco di tela riempito con foglie di pannocchia secche ("paion"), cambiate ogni anno. Nella stanza vi era anche un mobile , di solito un comò o un cassettone dove mettere la biancheria. In camera trovavano posto anche uno specchio, un catino e una brocca con l'acqua per lavarsi al mattino. Non mancava il "vaso da notte" in quanto i servizi igienici, solo in rari casi, erano all'interno della casa, in genere erano all'esterno costruiti in muratura, in legno o anche con canne di mais. Il "water" era costituito da un buco scavato nel terreno e chiuso con delle assi sulle quali veniva praticato un foro circolare. Il bagno si faceva una volta alla settimana nella stalla o in cucina, in un tino.