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Linee di avanzata dell'esercito austriaco dopo lo sfondamento del fronte.
Quando l'Italia entrò in guerra, nel 1915, i fronti principali erano due:
quello settentrionale (nella Val Sugana e sull'altopiano di Asiago) e quello
orientale (lungo il fiume Isonzo e sull'altipiano del Carso). Questa situazione
si protrasse per circa 2 anni, durante i quali l'Italia era avanzata,
conquistando anche la città di Gorizia. Nell'ottobre del 1917 l'esercito
austriaco, rinforzato anche con reparti tedeschi (provenienti dalla Russia dove
era scoppiata la rivoluzione), sfondò le linee italiane a CAPORETTO
costringendo l'esercito italiano a indietreggiare. Il nuovo fronte, dopo un
tentativo di fissarlo sul fiume Tagliamento, si bloccò sul fiume Piave, sul
monte Grappa e sul Montello. Tale fronte fu luogo di battaglie fino alla fine
della guerra: solo negli ultimi giorni gli italiani riuscirono a forzarlo e a
costringere i nemici alla ritirata, fino alla vittoria finale (battaglia di
Vittorio Veneto, autunno 1918). Fu durante questo periodo che Valdobbiadene,
come tutti gli altri paesi rivieraschi, trovandosi troppo vicino al fronte fu
fatto evacuare e venne poi distrutto dalle artiglierie.
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