Testimonianze

Sig.ra Onorina Bocassin

Lettera inviata agli alunni.

Sono una nonna di ottant'anni e quando sono entrati i tedeschi nel mio paese ero una bambina di 6\7 mesi, così ricordo poco o nulla, ma essendo sempre stata una bambina curiosa, chiedevo sempre a mia madre le sofferenze di quella brutta guerra.
A S. Stefano i tedeschi sono entrati in massa in casa nostra e ci hanno messi tutti in una stanza. La mia famiglia era così composta: nonno, nonna, due zie, mia madre, tre fratelli e mio padre che era in guerra artigliere. Appena arrivarono i tedeschi nella nostra casa presero la caldaia che la nonna usava per fare il bucato, conteneva 50 litri, ci misero dentro mezza mucca, accesero un fuoco grandissimo con tanta legna e la cucinarono. Il nonno, spaventato che prendesse fuoco la casa, scese le scale gridando :"Siete matti volete bruciarmi? Fuori di qui!", come se loro avessero potuto capire cosa gli voleva dire. Ma i soldati avevano capito dai suoi gesti, l'hanno preso per un braccio puntandogli la pistola al petto e gli hanno detto: "Raus". Ma lui non si arrese e gli disse: " Disgraziati, volete bruciarmi la casa?" In casa nostra si erano stabiliti due o tre ufficiali e la mamma doveva pulire le loro cose. Io per loro ero un giocattolo, sempre nelle loro braccia. La mamma mi racconto' che i soldati dicevano: "Italiano bello da piccolo ma male, male da grande". Questi ufficiali a turno andavano sul Grappa a combattere, ma prima di partire dicevano a mia madre :"Mamma parto, ma faccio "caput". Purtroppo non tornavano più.
Un altro episodio che mia madre mi ha raccontato e che mi è rimasto impresso è questo: un giorno fece la polenta per tutta la famiglia, mentre la stava portando in tavola sul tagliere, entrò di corsa un soldato tedesco, probabilmente molto affamato, e si prese la polenta. La mamma visto ciò si mise a piangere e un ufficiale che la vide le chiese perché stesse piangendo; capita la situazione corse in cerca del soldato e poco dopo ritornò col tagliere e la polenta, e per questo mia madre lo ringraziò tanto.