ORIGINE DELLA NOZIONE DI ATOMO
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L'ATOMO NELLA FILOSOFIA GRECA
Lucrezio riferisce,nel suo "De rerum natura", l'essenziale delle teorie dei filosofi greci Leucippo, Democrito ed Epicuro:
Questi filosofi, detti atomisti, ribadiscono l'impossibilitá del non essere,e ribadiscono che il nascere non é che un
"aggregarsi di cose che sono", e il morire un "disgregarsi", o meglio un separarsi delle medesime. É nuovissima
la concezione di queste realtá originarie. Si tratta di un "infinito numero di corpi, invisibili per piccolezza e volume".
Tali corpi sono indivisibili e quindi sono A-TOMI (dal greco non-divisibili) e ingenerabili, indistruttibili, immutabili.
L'atomo indica una originaria forma, ed é, quindi, atomo-forma, ossia forma indivisibile. L'atomo si differenzia dagli altri
atomi: per figura, per ordine e per posizione che possono variare all'infinito. Naturalmente l'atomo non é percettibile con i sensi,
ma solo con l'intelligenza. L'atomo é dunque la forma visibile dell'intelletto.
L'atomo viene pensato come "pieno" (di essere) quindi si suppone necessariamente il vuoto (di essere, e quindi il non-essere). Il vuoto, quindi é
necessario come il pieno: senza vuoto gli atomi-forme non potrebbero differenziarsi e nemmeno muoversi. Atomi, vuoto e movimento sono la spiegazione di tutto.
La teoria atomica viene rapidamente dimenticata: é respinta da Platone, che
riprende le idee di Empedocle dei quattro elementi (fuoco, aria, acqua, terra) costitutivi della materia con l'aiuto delle forze dell'Amore
e dell'Odio: questa teoria viene adottata anche da Aristotele che aggiunge un quinto elemento l'Etere e introduce il concetto di trasmutazione.
Segue quindi un lungo periodo, che si estende fino al XVI secolo, e durante il quale, in applicazione della teoria di Aristotele piú o meno rimaneggiata,
continua la vana ricerca della "pietra filosofale" ; é il periodo dell'ALCHIMIA.
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L'ATOMO DAL 1600 AL 1850
Risale al XVII XVIII secolo la scoperta di numerose sostanze,tra cui l'ossigeno, e nel 1789 Lavoisier fornisce interpretazioni dei fenomeni di combustione e introduce in chimica l'impiego sistematico della bilancia; dando la proprietá
alle misure di masse e di proporzioni, in queto modo egli apre una nuova
era della chimica. Su questa strada s'impegnano numerosi chimici,come Proust. Ma toccava a Dalton fornire un interpretazione generale
delle proporzioni definite nelle quali sono costituiti i composti, esponendo nel 1803 la sua teoria atomica. Dalton diede alla teoria un orientamento decisivo attribuendo
a ciascun atomo, oltre che una rappresentazione simbolica, un determinato peso in valore relativo; da qui l'origine dei pesi atomici dei diversi elementi, di cui Dalton pubblicó nel 1850 una prima tabella, che in seguito venne estesa e migliorata. Poiché gli atomi
degli elementi si uniscono in molecole per formare i composti, la legge delle proporzionalitá definite trovava una semplice interpretazione; inoltre Dalton vi aggiunse
la sua legge delle proporzioni multiple, ampliamente verificata in seguito.
Successivamente, le nozioni di atomo e di molecola si sono sempre piú consalidate e precisate, e numerose sono le scoperte fisiche e chimiche che hanno piú o meno direttamente
portato il luro contributo alla teoria atomica e molecolare. In particolare la teoria cinetica dei gas sviluppata da Boltzmann, Maxwell, Clausius e altri, partendo dall'ipotesi che i gas sono formati
da molecole molto piccole, molto numerose, animate da movimenti incessanti e disordinati: le leggi sperimentali di compressibilitá , di dilatazione, di diffusione, di viscositá , ecc., sono ben interpretate in questa teoria.
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L'ATOMO DAL 1850 AL 1900
La classificazione periodica degli elementi proposta nel 1869 dal russo Mendeleev giunse a coronare gli sforzi
dei chimici e suggerí loro che tutta la materia dell'universo poteva ben essere costituita utilizzando solo un centinaio di atomi differenti. Ben prima di questo, in effetti, l'inglese William Proust aveva
espresso l'ipotesi che gli atomi dei diversi elementi fossero formati partendo dal solo atomo d'idrogeno, considerando infatti che i pesi atomici dei diversi elementi erano molto spesso dei multipli interi di quello
d'idrogeno (questa audace ipotesi fu abbandonata anche se in un certo modo oggi abbia trovato conferma). Mendeleev ordinó gli elementi secondo la loro massa atomica crescente, andando a capo ogni volta che certe caratteristiche tornavano a presentarsi, in
modo da disporre cosí in una stessa colonna, l'uno sotto l'altro, gli elementi con comportamenti simili.
Nel 1897 il fisico inglese H. Becquerel scoprí che i minerali di uranio erano capaci di impressionare una lastra fotografica: questo indicava che l'uranio emetteva radiazioni alle quali la lastra era sensibile.
Qualche anno dopo i coniugi Pierre e Marie Curie isolarono da un minerale di uranio un nuovo elemento che chiamarono "radio" che emetteva radiazioni molto piú intense di quelle di uranio.
Nel 1899 E. Rutherford identificó due tipi di radiazioni emesse dalle sostanze radiattive: raggi alfa e raggi beta, sucessivamente un'altro fisico identificó anche i raggi gamma.
Nel 1897 il francese H. Thomson identificó l'elettrone ed espose il primo modello atomico: ipotizzó che l'atomo avesse una struttura omogenea, con la massa e la carica positiva distribuite uniformemente in tutto l'atomo, e gli elettroni inseriti all'interno e distribuiti anchessi in modo omogeneo.
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L'ATOMO DAL 1900 AI GIORNI NOSTRI
Nel 1905 il tedesco A. Einstein interpretó in termini corpuscolari il moto browniano.
Nel 1911 il neozelandese E. Rutherford propone un modello atomico planetario : massa e carica positiva sono concentrate in una parte molto piccola dell'atomo, mentre gli elettroni sono distribuiti tutt'intorno e occupano tutto il resto dell'atomo.
Nel 1913 il danese N. Bohr espone un nuovo modello atomico, secondo il quale gli elettroni possono muoversi, senza irragiare, su orbite circolari stazionarie. Il suo modello é successivamente perfezionato dal tedesco A. Sommerfeld, che ipotizzó la forma elittica delle orbite permesse.
Durante gli anni 20 grazie al contributo principalmente di L.V. de Broglie, N. Bohr, W. Heisemberg, W. Pauli, E. Schroedinger la struttura dell'atomo viene interpretata secondo il modello, tutt'oggi accettato, della meccanica quantistica.
Nel 1932 lo statunitense J. Chadwick scopre il neutrone.
Ora l'atomo é definito la piú piccola frazione di un elemento in grado di conservare le caratteristiche chimiche e fisiche; é una struttura complessa costituita da diversi tipi di particelle: protoni (che portano una carica positiva),neutroni (elettricamente neutri) ed elettroni (che portano una carica negativa).
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