IL PERIODO DEL DOMINIO VENEZIANO





Sotto il dominio veneziano, che durò ininterrotto dal 1338 al 1779, Conegliano riprese quel vigore economico che le permise di rinsaldare le maglie architettoniche già configurate nel periodo comunale. Il segno di un sostanziale benessere fu chiaramente rappresentato dalla costruzione di palazzetti affrescati nella Contrada grande che nel 1338 venne arricchita anche dal Palazzo Comunale, demolito poi nel 1774 per lasciar posto all'attuale edificio, progettato dall'architetto trevigiano Ottavio Scotti.

E' questo il momento in cui anche la Confraternita dei Battuti, giunti a Conegliano nel 1272 con la missione evangelica di recuperare la purezza evangelica attraverso la penitenza e l'espiazione, e divenuti potenti grazie anche ai numerosi lasciti e testamenti in loro favore, erigono la chiesa in Contrada Grande ( 1345 - 1354) e la nuova sala delle riunioni (1390), fino a commissionare nel 1492 al pittore G. Battista Cima, la Pala dell'altar maggiore (Madonna in trono e santi) e nel 1593 al fiammingo Pozzoserrato (Lodewych Toeput), gli affreschi per la facciata della sala della confraternita.

Tutt'oggi è possibile ammirare questo raro esempio di integrazione edilizia della chiesa (oggi duomo) e della sala, costruita sopra il sagrato, con il tessuto urbano; si può ancora poi ammirare la decorazione a fresco dell'esterno che nei nove scomparti, intervallati da sette trifore e da due poggioli, rappresentano numerose storie bibliche, mentre tra gli archi sono alternati sibille a profeti. Ancor più emozionanti sono le raffigurazioni pittoriche delle pareti interne della sala, che si sviluppano su un'ottantina di metri; vi sono rappresentate scene del Nuovo Testamento, dalla Creazione del Mondo al Giudizio Universale, divise in ventisette riquadri affrescati.