|
Per poter avere una ricostruzione dell'aspetto architettonico
ed urbanistico di Conegliano, o meglio della fortezza quando aveva
raggiunto il massimo di espansione strutturale, è utile
recuperare la descrizione suggestiva di Adolfo Vital:
"La fortezza di Conegliano nella forma definitiva assunta
alla fine del sec. XIV dopo la costruzione di torri e di mura
durante il periodo scaligero (1329 - 1337), nei primi anni della
dominazione veneta e nel breve dominio carrarese (1384 - 1389)
constava di due parti distinte: castello e borgo; nel primo due
rocche, Castelvecchio (nell'area dell'attuale giardino) e Coderta
(casa Dal Vera).
Una mura merlata con torri frequenti divideva il castello
dal borgo e su di essa si aprivano tre porte: della Madonnetta
o Castagnera (Madonna della Neve), della Volta (cancello Dal Vera)
e delle Belle, a sera.
Il borgo (via XX settembre) era chiuso da mura e aveva tre
porte: del Ruio (Torricella Dante), di S. Polo (passaggio della
Campana), del Montegano (di fronte al borgo Vecchio o della Madonna).
La rocca di Castelvecchio, sulla sommità del colle di
cui ci rimangono notizie dal 1153, era la sede del podestà,
del presidio militare, degli uffici del comune. Si riuniva in
essa il consiglio cittadino.
Difesa da doppia cerchia di mura, protetta da quattro torri
delle quali ci rimane solo la torre maggiore o della campana,
divisa in tre cortili nel più interno dei quali stava il
palazzo del podestà, rimase importante baluardo della Marca
Trevigiana fino alla scoperta delle armi da fuoco.
Venne demolita per ordine degli ultimi podestà veneziani
tra il 1768 ed il 1769".
Dell'antico complesso sulla sommità del colle attualmente
si riconosce il tracciato della rocca e restano due torri restaurate:
la torre Mozza e la torre della Campana che ospita il Museo Civico
del Castello sin dal 1952, conservando un lapidario e dipinti
del '400 e del '500. |