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Risale all'XI secolo (1016) il primo documento scritto che cita
la città descrivendola come caratterizzata da strutture
difensive e da una fortezza sulla cima del colle contro le scorrerie
degli Ungheri (905-950 circa). In tale documento Conegliano è
tra le città confermate da Enrico II al feudo del vescovo
di Belluno.
Quando iniziarono poi i contrasti militari con Treviso (1153),
che voleva espandersi verso est oltre il Piave, Conegliano era
già una libera consorteria di famiglie gentilizie, che
si era organizzata creando un governo comunale, insediatosi sul
colle ai piedi della fortezza, tra i torrenti Ruio e Monticano.
E' un documento del 1218 che ci permette di conoscere quali fossero
i confini del nucleo urbano medioevale: una porta sul fiume Monticano
ad est, la porta di San Martino, dove poi verrà eretta l'omonima
chiesa, i prati del Musile a Sud, il torrente Ruio a ovest.
La struttura urbana fu in seguito caratterizzata da un andamento
a fasce parallele secondo le caratteristiche morfologiche del
colle, attraversato nella sua parte mediana dalla via principale
che va dal Monticano al Ruio (la contrada grande, attuale XX settembre)
e da due strade più alte (Sarano e Borghetto, attuali Via
Cima e Teatro Vecchio); rivestirono poi una funzione rilevante
anche le due strade che salgono tuttora al castello, di cui la
più antica è la calle della Madonna della Neve.
Al centro della strada principale tutt'oggi si apre la piazza
civile della comunità(attuale piazza G.Battista Cima),
che è sovrastata dalla costruzione ottocentesca del Teatro
dell'Accademia. |