Istanza per la revisione dei disciplinari di concessione
di acqua pubblica nel bacino del Piave
Prot. n. 4133
Oggetto:
- istanza di revisione delle concessioni e dei relativi disciplinari di derivazione di
acque pubbliche a scopo idroelettrico ed irriguo nel bacino del piave.
- opposizione al rinnovo delle derivazioni di acque pubbliche a scopo idroelettrico ed
irriguo nel bacìno del piave e intervento nel procedimento amministrativo ex artt. 9 e 10
legge 7/8/1990 n.241 e relativo regolamento e T.U. n.1775/1933 e relativo regolamento.
Raccomandata A.R. a:
- AUTORITÀ DI BACINO FIUMI ALTO ADRIATICO - VENEZIA
- MAGISTRATO ALLE ACQUE - VENEZIA
- MAGISTRATO ALLE ACQUE - TREVISO
- MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI - ROMA
- SERVIZIO IDROGRAFICO E MAREOGRAFICO NAZIONALE - ROMA
- MINISTERO PER LE RISORSE AGRICOLE - ROMA
- MINISTERO DELLE FINANZE - ROMA
- MINISTERO DELLAMBIENTE - ROMA
- PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI - ROMA
- PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE VENETO - VENEZIA
- PREFETTO DI TREVISO
- SOVRINTENDENZA Al BENI CULTURALI ED AMBIENTALI DEL VENETO ORIENTALE - VENEZIA
- PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA O.L.SCALFARO - ROMA
- PRESIDENTE DEL SENATO DELLA REPUBBLICA - ROMA
- PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI - ROMA
In occasione dellincipiente rinnovo di grandi derivazioni di acqua pubblica
rilasciate dai Ministeri dei Lavori Pubblici e delle Finanze a scopo idroelettrico ed
irriguo, i sottoscritti Amministratori degli Enti Locali delle provincie di Treviso e
Venezia, ai sensi delta legislazione vigente,
premesso
- che lo sfruttamento idroelettrico delle acque del Piave, iniziato nel 1911, ne ha
sancito lo sfruttamento integrale delle risorse idriche ed ha causato lo stravolgimento
strutturale del reticolo idrografico di tutto il bacino del Piave attraverso un sistema
integrato di serbatoi di carico, per il rifasamento delle portate, e di canalizzazioni nel
ventre delta montagna. Quantitativamente significative in tale assetto è la diversione
verso altro bacino idrografico fiume Livenza) di consistenti portate, che riduce
drasticamente le risorse idriche del bacino plavense;
- che i risultati di tale attività nel bacino Montano sono tristemente visibili: ai
fiumi, ai torrenti, agli stessi modesti rivi d'alta quota viene concessa modestissima
fluenza e limmagine prevalente è quella di aridi alvei sassosi solcati dalle poche
acque di refluo dei depuratori. La conseguente rottura dell'equilibrio idrogeologico ha
prodotto unaccentuata fragilità;
- che all'uscita dai monti si completa lo sfruttamento con le utilizzazioni irrigue, col
risultato che, derivando sovente sino ai limiti delle disponibilità, a valle
dellultima, nel tratto mediano dell'asta, il Fiume si presenta asciutto per la
maggior parte dellanno.
Le ripercussioni sullecosistema fluviale sono
pesantissime:
- ridotta alimentazione delle falde idriche deputate, tra l'altro, al soddisfacimento
idropotabile di tante comunità della pianura trevigiano - veneziana e di utenze irrigue,
- prosciugamento progressive dei fiumi di risorgiva alimentati dalla dispersione delle
acque plavensi,
- menomazione del trasporto solido coti conseguente mancato ripascimento degli arenili,
- perdita di funzionalità idraulica dell'alveo,
- salinizzazione delle acque del tronco vallivo,
- stravolgimento biologico degli ecosistemi acquatici;
- che, al contrario, la Regione Veneto nel Piano Regionale di Risanamento Acque
(P.R.R.A. 1985 - Regione Veneto) individua per il sistema idrografico del fiume Piave
quali "destinazioni d'uso più pregiate e preminenti: vita acquatica e irriguo"
e prevede il potenziamento degli acquedotti con captazioni dalle falde;
- che vigendo l'attuale stato delle cose le acque del Piave hanno due soli legittimi
utilizzatori e fruitori: lENEL ed i Consorzi di irrigazione, i quali sono comunque
chiamati a soddisfare legittime utenze irrigue; (*)
- che alle richieste di revisione delle derivazioni in atto ("Legge 183/1989 -
Intervento urgente per la razionale utilizzazione dell'acqua del Piave")
indirizzate allAutorità di Bacino Fiumi Alto Adriatico - prot. n.6182 del 5/10/1989
del Comune di San Polo di Piave e prot. n.6250 del 3/10/1989 del Comune di Maserada sul
Piave per conto dei Comuni di: Cimadolmo, Ormelle, Chiarano, Salgareda, Oderzo, Mansuè,
Susegana, S.Lucia di Piave, Fontanelle, Gorgo al Monticano, Motta di Livenza, Cessalto,
Mareno di Piave, Vazzola, Ponte di Piave, San Donà di Piave, Maserada sul Piave,
Spresiano, Breda di Piave, Consorzio Acquedotto Sinistra Piave, Consorzio del Comprensorio
Opitergino Mottense, Consorzio per l'acquedotto del Basso Piave; ed "Istanza di
revisione a dei disciplinari di derivazione di acque pubbliche scopo idroelettrico ed
irriguo" prot. n.5246 del 16/9/1994 del Comune di Cimadolmo, indirizzata al
Presidente del Consiglio dei Ministri, e p.c. al Presidente delta Repubblica, al
Presidente del Senato della Repubblica ed al Presidente delta Camera dei Deputati, per
conto degli Enti: Comuni di Arcade, Breda di Piave, Chiarano, Cimadolmo, Codognè,
Fontanelle, Crocetta del Montello, Gaiarine, Mansuè, Mareno di Piave, Maserada sul Piave,
Miane, Povegliano Veneto, Nervesa della Battaglia, Oderzo, Ormelle, Pieve di Soligo, Ponte
di Piave, Roncade, Salgareda, S.Biagio di Callalta, San Fior, San Pietro di Feletto, San
Polo di Piave, San Vendemiano, Santa Lucia di Piave, Sernaglia, Silea, Valdobbiadene,
Vazzola, Volpago del Montello, Susegana e Venezia, Lega Ambiente Provinciale di Treviso,
Consorzio Acquedotto Sinistra Piave, Consorzio di Bonifica Sinistra Piave e Provincia di
Treviso ed alle varie e molteplici proteste delle Comunità locali elevate ai diversi
livelli istituzionali lungo l'arco di decenni, recentemente si sono aggiunte testimonianze
critiche sia a livello regionale che ministeriale:
"Questo aspetto ... ha
profondamente modificato il regime idrologico del Piave alterando con questo anche la
dinamica fluviale, il trasporto solido, il paesaggio stesso disegnato dal corso
d'acqua" (P.R.R.A. Regione Veneto - Programma di attuazione 1985). La "Relazione
sullo stato dellambiente" presentata al Parlamento il 25/3/1992 dal
Ministero dellAmbiente, per il bacino del Piave, enuncia che:
- "risente, più degli altri fiumi veneti, dellintenso sfruttamento delle acque
per usi irrigui soprattutto nei territori dell'alta pianura";
- "rischio di invasione da parte del mare dei territori costieri allo sbocco del
Piave, con possibili danni alle aree coltivabili";
- "le acque presentano il massimo carico di inquinamento nel tratto iniziale ... La
qualità delle acque migliora a valle di Ponte di Piave per poi peggiorare nuovamente a
causa di massicci apporti di reflui civili ed industriali, nonché di grandi quantitativi
di nutrienti provenienti dalle reti di bonifica ...";
- che la recente modifica della ragione sociale dell'ENEL, da ente di Stato a soggetto
privato (D.L. 11/7/1992), deve consentire di mutare l'attuale disciplina governativa di
utilizzo delle risorse idriche, nel rispetto di quella stessa politica ambientale che il
governo ha adottato in coerenza con i regolamenti comunitari;
- che il nuovo indirizzo legislativo, dalla legge 18 marzo 1989 n.183 alla L.36 del
5/1/1994, dispone la razionalizzazione dell'uso delle risorse idriche, intendendo tali
risorse come bene patrimoniale di tutte le collettività, nessuna esclusa, senza
prescindere dal principio che esse non sono inesauribili tanto da poter sottrarre a
piacere ed impunemente anche il minimo deflusso vitale degli alvei sottesi che pertanto è
reso ope legis" non disponibile;
- che questi principi, inconfutabili per un Paese civile, nel territorio in esame non
trovano alcuna applicaziotie da parte dei competenti organisnii decisionali;
- che le rivendicazioni delle comunità rappresentate sono perciò legittime e gli
Amministratori con forza denunciano il crescente disagio che nasce dalla consapevolezza
del perpetuarsi di uningiustizia alla quale lo Stato non ha finora saputo porre
rimedio e richiedono una corretta azione politico - amministrativa che consenta il
ripristino del fiume scomparso, con la dignità che si deve al quinto fiume d'Italia;
tutto ciò premesso
I sottoscritti Amministratori degli Enti Locali delle Provincie di Treviso e Venezia,
in ottemperanza ai richiamati disposti legislativi,
SI OPPONGONO FORMALMENTE
al rinnovo delle derivazioni in argomento con le vigenti quantità di prelievo;
chiedono
al Ministro dei Lavori Pubblici, al Ministro delle Finanze, a tutto il Governo ed
all'Autorità di Bacino Fiumi Alto Adriatico di procedere con urgenza alla revisione
e riproposizione complessiva di tutte le concessioni di captazione, e relativi
disciplinari, di acque pubbliche a scopo idroelettrico con annessi obblighi irrigui
gravanti sul bacino del Piave a suo tempo stipulate dai Ministeri dei LL.PP. e
delle Finanze e tuttora in fruizione dell'ENEL S.p.A. e degli altri Enti derivatari,
uniformandosi ai seguenti criteri:
- mantenimento delle competenze irrigue, opportunamente rideterminate, in ragione
dei reali diminuiti fabbisogni, nello stretto periodo da Aprile - Maggio ad Ottobre, con
portate gradualmente variabili;
- revisione di tutti gli altri usi di cui attualmente non si ravvisa la necessita.
- garanzia, in tale riassetto derivatario, anche in ottemperanza all'art.3 della legge
18-5-89 n.18), di portate di rispetto nei corsi d'acqua nel bacino che garantiscano il minimo
deflusso costante vitale lungo tutta l'asta fluviale del Piave;
CHIEDONO ALTRESI
- la partecipazione ai procedimenti amministrativi avviati per it rinnovo delle
concessioni di derivazione in argomento ai sensi della L. 7/8/1990 n.241 (artt.8, 10 e 11)
ed ai sensi del T.U. 1775/1933) e relativo regolamento;
- l'apertura di un accordo di programma, con la partecipazione degli Enti Locali,
per il riassetto derivatario.
Cimadolmo, 27 giugno 1996
Seguono le firme dei SINDACI DEI COMUNI DI (conformemente agli atti deliberativi dei
rispettivi Consigli Comunali sottoelencati):
- BREDA DI PIAVE - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.10 del 5/2/1996)
- CIMADOLMO - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.1 del 21/2/1996)
- CROCETTA DEL MONTELLO - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.16 del 28/2/1996)
- GIAVERA DEL MONTELLO - (Deliberazione di Consiglio Comunale n. 27 del 22/2/1996)
- GODEGA DI SANT'URBANO - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.3 del 23/1/1996)
- GORGO AL MONTICANO - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.30 del 22/4/1996)
- MARENO DI PIAVE - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.6 del 1/1/1996)
- MASERADA SUL PIAVE - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.20 del 1/3/1996)
- MORIAGO DELLA BATTAGLIA - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.4 del 1/1/1996)
- ODERZO - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.10 del 27/2/1996)
- ORMELLE - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.3 del 28/2/1996)
- PEDEROBBA - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.30 del 29/2/1996)
- PONTE DI PIAVE - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.3 del 30/1/1996)
- SALGAREDA - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.5 del 29/2/1996)
- SAN BIAGIO DI CALLALTA - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.14 del 23/2/1996)
- SAN FIOR - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.32 del 4/4/1996)
- SAN POLO DI PIAVE - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.14 del 26/3/1996)
- SANTA LUCIA DI PIAVE - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.104 del 29/12/1995)
- SAN VENDEMIANO - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.22 del 28/3/1996)
- SERNAGLIA DELLA BATTAGLIA - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.8 del 31/1/1996)
- SPRESIANO - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.7 del 28/3/996)
- SUSEGANA - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.7 del 8/1/1996)
- VALDOBBIADENE - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.14 del 8/2/1996)
- VENEZIA - (Ha aderito con lettera prot. n. 1025/dv del 30/1/1996)
- VILLORBA - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.54 del 15/4/1996)
- VITTORIO VENETO - (Deliberazione di Consiglio Comunale n.15 del 26/2/1996)
- IL PRESIDENTE DEL CONS. ACQ. SINISTRA PIAVE
(*) II Consorzio Acquedotto Sinistra Piave nell'approvare l'istanza ha
integrato con: "... legittimità legate, come nel caso del Consorzio di Bonifica
Pedemontano Sinistra Piave, all'uso della risorsa idrica nello stretto periodo della
stagione irrigua;"
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