Le Leonidi - La pioggia degli anni 1998-9
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Il radiante dello sciame meteorico delle Leonidi è evidentemente situato nella costellazione del Leone ed è legato alla posizione dell'apice del moto terrestre nel momento in cui la Terra attraversa l’orbita della cometa Tempel-Tuttle.

Ogni 33 anni circa, in concomitanza con il suo ritorno, la cometa disperde materiale cometario (soprattutto polveri) lungo il tratto di orbita più vicino al sole e alla terra e lascia una nube di polvere che in seguito si distribuisce lungo la sua orbita.

Tempesta del 1966L’attraversamento di questa nube di polvere cometaria da parte della Terra, che avviene verso il 17 Novembre di ogni anno, causa l'incontro di numerose particelle cometarie con la nostra atmosfera, e dà origine allo sciame delle Leonidi. Se la cometa è appena passata nelle vicinanze della terra il  numero di particelle incontrate è molto grande e si può avere una pioggia meteorica che può assumere il carattere di vera e propria "tempesta".

Ciò può avvenire nei mesi immediatamente successivi al transito della cometa nei pressi della Terra e del Sole (in pratica il passaggio al perielio). Ecco perché, dopo il passaggio della cometa Tempel-Tuttle al perielio, avvenuto il 28 Febbraio 1998, si prevede una forte intensificazione della pioggia di Leonidi che avverrà il 17/18 Novembre degli anni 1998 e 1999. Potrebbe risultare veramente spettacolare.

Il condizionale "potrebbe" è d’obbligo in quanto non sempre il passaggio della cometa è poi seguito da uno spettacolo mozzafiato, perché numerosi sono i fattori che influenzano questo tipo di avvenimento. Così per esempio nel 1833 la tempesta fu memorabile (con un tasso di 100.000 meteore all’ora), nel 1866 molto meno intensa (massimo 17000), quasi inesistente nel 1899-1900-1901 (massimo 7000) e anche nel 1932 (ma forse qui giocò molto il maltempo), mentre fu eccezionale nel 1966 (massimo 150.000!).

L’attraversamento dello sciame delle Leonidi avviene in breve tempo, un giorno o due, in quanto il materiale risulta abbastanza ben concentrato sull’orbita e poco disperso, a differenza di quanto avviene invece per altri sciami (ad esempio per le Perseidi). Le polveri sono poi distribuite in maniera spesso irregolare, cioè in varie nubi più o meno dense, e se la nube incontrata è densa la pioggia risulta più intensa, mentre se la nube è più rada la pioggia è molto ridotta.

La concentrazione delle polveri in varie zone ha inoltre la conseguenza che la durata della pioggia è molto breve (dell’ordine di 1-2 ore) cosicchè il tempo di osservazione ne risulta limitato e la regione terrestre in cui il fenomeno è ben visibile è molto ristretta. E’ quindi possibile che, se il fenomeno risulta ben visibile in Europa, non lo sia in America o in Australia e viceversa.

Possiamo poi aggiungere che il radiante, cioè la costellazione del Leone, sorge molto tardi a metà Novembre, verso le 00h e 30m, raggiungendo una buona altezza di circa 30° verso le 3 del mattino, e rimangono quindi poche ore per poter osservare il fenomeno.

Una particolarità delle Leonidi è la loro alta velocità. Per il fatto che il moto della cometa Tempel-Tuttle è retrogrado (orario, ad una velocità di 42Km/sec) sulla propria orbita, mentre quello della terra è diretto (antiorario, ad una velocità di 30Km/sec), l’incontro delle particelle cometarie con l’atmosfera terrestre avviene ad una velocità relativa che è praticamente la somma delle due 71 Km/sec, dando origine a scie luminose che cominciano già a quote elevate e che sono  maggiormente visibili e spettacolari.

I fatti che conducono alla pioggia del 1998-1999 sono presto detti: nel 1994 è stato osservato un buon incremento del tasso di meteore (a livello delle Perseidi di Agosto) che è stato poi confermato nel 1995 e 1996; la cometa Tempel-Tuttle è stata ritrovata nel Marzo 1997 ed ha doppiato il suo perielio (minima distanza dal Sole) il 28 Febbraio 1998.

Vi sono pareri discordanti sulle previsioni riguardanti le modalità, gli orari, l’entità della pioggia delle Leonidi per i prossimi due anni, e del resto è assai arduo fare previsioni su un fenomeno influenzato da così tanti fattori. E' bene tener presente che in altri casi simili, la grande attesa verso fenomeni del genere è andata poi delusa.

Possiamo dire che le condizioni astronomiche sono molto favorevoli, relativamente all’osservazione delle Leonidi nel 1998 e nel 1999, e che se tutto procederà come negli altri passaggi, molto probabilmente potremo assistere ad uno spettacolo memorabile, ma le sorprese potrebbero sempre esserci, in fondo basterebbe soltanto una notte col cielo coperto!

Il radiante è come abbiamo detto all’interno della costellazione del Leone, precisamente a: R.A. 153°.7 e Dec. +21°.9. La velocità relativa prevista delle meteore è circa 71 km/sec.

Le condizioni dell’illuminazione lunare sono ottime nel 1998, in quanto avremo Luna Nuova (età: 28 giorni), mentre nel 1999 la luna avrà appena superato la fase di I quarto (età: 10 giorni) e tramonterà a notte avanzata, disturbando relativamente poco l'osservazione.

Moto della terra verso il Leone
Piano dell'eclittica
Apice del moto terrestre
Direzione del radiante delle Leonidi

L’attraversamento del piano dell’orbita cometaria, da parte della Terra, avverrà il 17 Novembre 1998 alle ore 19:43 TU (Tempo Universale, cioè Tempo di Greenwich, al quale si dovrà aggiungere 1 ora per avere il TMEC cioè il tempo legale italiano).  In quel momento da noi il radiante sarà ancora ben al di sotto dell’orizzonte, mentre saranno più fortunate le regioni dell’Estremo Oriente e dell’Asia. Nel 1999 l’attraversamento si avrà il 18 Novembre 1999 alle ore 1:48 TU, favorendo in tal modo gli osservatori dell’Europa e del bacino Mediterraneo.

Per il 1998 non saremo perciò gli osservatori maggiormente favoriti ma…. speriamo bene comunque!

Le figure ingrandibili sulla destra della pagina spiegano perché il radiante delle Leonidi è posizionato nella costellazione del Leone, alquanto sopra l'eclittica. Nella prima figura si vede l'orbita della terra con le costellazioni sullo sfondo della sfera celeste. In novembre la terra si trova al limite destro dell'ellisse e si sta allontanando dall'osservatore.

Nella seconda figura, si vede la stessa situazione, ma l'osservatore stavolta sta sul piano dell'orbita terrestre. Il piano dell'eclittica si proietta sulla sfera celeste lungo la linea rossa.

Nella terza figura il vettore rappresenta, non in scala, il moto della terra in novembre. Da notare che il vettore è diretto sulla sfera celeste verso un punto dell'eclittica, perché la terra si muove sul piano della sua orbita (il piano dell'eclittica appunto).

La quarta figura rappresenta un tratto delle orbite della terra e della Cometa Tempel-Tuttle, intorno  al 17 novembre, quando la terra incrocia l'orbita della cometa. Il materiale 'fermo' presente nello spazio appare venire incontro alla terra con una velocità relativa rappresentata in scala dal vettore sull'orbita terrestre. Il materiale disperso dalla Cometa Temple-Tuttle non è però fermo nello spazio, ma si muove sulla sua orbita (l'orbita della cometa) con una velocità rappresentata dal vettore sull'orbita stessa. I due movimenti si sommano e il materiale apparirà avvicinarsi alla terra secondo il vettore risultante, che proviene da un punto alquanto sopra il piano dell'eclittica.

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