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Il palazzo è una lussuosa residenza costruita nel 1518 dai figli del nobile Antonio
Sarcinelli di Ceneda, grazie al salvacondotto perpetuo ottenuto dal Consiglio dei Dieci di
Venezia nel 1512, per la fedeltà e il valore dimostrato nelle battaglie contro gli
imperiali della lega di Cambrai. Tale concessione permise loro di insediarsi a Conegliano
liberandosi dalla persecuzione del patriarca Marino che li aveva persino incarcerati, per
odio di casato, nell'isola di Cherso. La struttura architettonica, di linee rinascimentali, è semplice ma imponente, caratterizzata essenzialmente da cinque alte arcate a tutto sesto, sostenute da colonne ornate con delle teste in rilievo, e da un'ariosa quadrifora affiancata da due monofore per lato, che "illuminano" il salone di ricevimento; quest'ultimo è decorato con chartouces di stucco raffiguranti dei guerrieri. L'entrata del palazzo è arricchito da un portale marmoreo, probabile reperto recuperato da una chiesa distrutta, che permette l'accesso ad un arioso porticato. Nell'edificio furono ospitati molti personaggi illustri e sembra che le tele del salone di ricevimento rappresentino proprio alcuni di essi: Tommaso da Gaeta, generale dei Domenicani; Bona, regina di Polonia, nel 1556; Massimiliano, arciduca d'Austria; Enrico III, di re Francia, nel 1574. I ricevimenti organizzati per questi personaggi illustri furono sicuramente magnificenti e ne è testimone la cronaca del tempo:
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