Morlotti - Opere 1936-1991


Il 10 novembre 1996, la Galleria Comunale d'Arte di Palazzo Sarcinelli apre il suo nono anno di attività con una grande antologica di Ennio Morlotti (Lecco, 1910 - Milano, 1992), uno tra i più importanti pittori italiani del secondo Novecento. L'esposizione, curata da Marco Goldin, propone 140 opere.

Questa mostra si differenzia da quelle sino ad oggi dedicate a Morlotti perché si pone l'obiettivo di rappresentare tutto il suo itinerario, senza cedere alla consueta mitizzazione degli anni Cinquanta ed evidenziando invece altri periodi solitamente tenuti in ombra o meno studiati.

Interessante è il peso assegnato ai pastelli che costituiscono l'indispensabile contrappunto ai dipinti: talvolta studio iniziale, talvolta approfondimento. Solitamente i pastelli erano confinati in mostre appositamente confezionate, oppure ridotti ad un numero esiguo.

Con la rassegna viene offerta l'occasione preziosa per ammirare alcuni fogli di Nudo di misura davvero eccezionale, insieme a molti altri temi di sensibilissimo fascino.

La mostra contiene tanti tra i capolavori più noti, non ultimi i paesaggi di Imbersago e le Bagnanti degli anni Cinquanta, ma riserva anche uno spazio a una serie di quadri "mai visti", sulla lunga stagione degli anni Quaranta, compreso il controverso momento cubista che tante polemiche ha sempre suscitato per il successivo rifiuto che ne fece l'autore. Una decina di quadri, a cavallo tra quel decennio e i primi anni Cinquanta, evidenzia un'esauriente esposizione di quel nodo.

Passata la stagione dell'informale, l'esposizione si sofferma su altre fasi, sempre con una distribuzione che vuole assegnare il giusto peso e significato a ogni momento della storia pittorica di Morlotti, fino a giungere ai capitoli conclusivi delle Rocce e dei due cicli di Bagnanti, il primo esposto alla Biennale del 1988 e il secondo oggetto di una mostra che segnò anche, nel 1991, un anno prima della morte, la riappacificazione con Giovanni Testori, che per lunghi anni era stato cantore indimenticabile della sua opera.