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RANCESCO PIAZZADipinti
Acqueforti
Francesco Piazza è nato a Venezia nel 1931. Ha sviluppato la sua attività artistica a Treviso dove si è accostato giovanissimo all'arte figurativa.
Ha partecipato ad importanti manifestazioni artistiche negli anni '51-'56, quali la
Biennale d'Arte Triveneta a Padova, la Biennale Internazionale d'Arte a Venezia, la Mostra
dell'Incisione Contemporanea all'Opera Bevilacqua - La Masa a Venezia, gli Incontri della
Gioventù a Roma, la Mostra Nazionale del Disegno e dell'Incisione Moderna a Reggio
Emilia, la Mostra Triveneta del Bianco e Nero ad Udine.
La tradizione più nobile della grafica veneta trova con Francesco Piazza un'espressione singolare, che con la sua sensibilità creativa, sobriamente vigilata da una cultura aristocratica, gli ha valso collocazioni di rilievo in numerose manifestazioni in Italia e all'estero: IV Triveneta delle Arti; Celebrazioni di Aldo Manuzio; Contemporary Italian Artists a Cleveland e Boston; Grafica Veneta Contemporanea nelle manifestazioni Regione Veneto - URSS a Mosca, Museo Puskin e ad Alma Ata, Galleria d'Arte Moderna; Leningrado, Museo dell'Hermitage, Idecom S.A. di Ginevra; Castelfranco, Casa del Giorgione; Venezia, Scuola Grande di S.Giovanni Evangelista; Biennale "Arte a Treviso"; Arte Fiera di Bologna; Arte Fiera di Padova; Biennale di Incisione "Alberto Martini" di Oderzo; "Print Europe", Barbican Centre di Londra.
Ha pubblicato numerose cartelle di acqueforti per Enti, Pubbliche Amministrazioni, Aziende Private ed Editori d'Arte.
Opere monografiche sulla sua attività artistica, con presentazioni critiche e testimonianze, sono state pubblicate da vari editori.
La Rai e altre reti televisive e radiofoniche, quotidiani locali e nazionali,
qualificate riviste d'arte italiane ed estere gli hanno dedicato numerosi servizi ed
interviste.
NOTE CRITICHE
L'intonazione delle immagini di Francesco Piazza è una persistente venatura di virile malinconia che trapassa natura e cose, tuttavia occultata dalla olimpicità della rappresentazione.
E' l'intonazione che governa i dipinti, nonostante la doviziosa seduzione orfica dei tessuti cromatici, e che governa altresì le opere grafiche, nelle quali gli spazi bianchi, in particolare, assolvono ad una funzione precipuamente pittorica.
Il linguaggio di Piazza risulta, così, altamente personalizzato. Fondato sull'oggettivazione delle effigi offerte dalla realtà, tosto trasforma tali effigi nei veicoli di un messaggio lirico. Per Piazza, infatti, interlocutrice insostituibile è la natura colta sovente nei suoi aspetti più umili e dimessi. E' la natura rappresentata dal microcosmo in cui egli consuma le proprie giornate. Universo breve, ma albergo di prodigi se, quotidianamente rivisitato, costituisce per l'artista l'inesauribile fonte delle stimolazioni creative.
Universo, a dir meglio, diventato uno spazio dell'animo, sì che egli ne vive ed anzi ne patisce, nel significato letterale del termine, ogni interna vibrazione, ogni transito segreto: il mutare dell'ora che alla stessa pianta, alla stessa pietra assegna un sembiante diverso ed inatteso, il lento mutare delle stagioni che quell'universo riassorbe nel mistero del Tutto. (Carlo Munari)
BIBLIOGRAFIA
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