Colombia

MISURAZIONE DEGLI ORIENTAMENTI DEI MONUMENTI DELLA CULTURA DI SAN AGUSTIN IN COLOMBIA


IntroduzioneLa civiltà di San Agustin si sviluppò nell'alta valle del fiume Magdalena, nella provincia di Huila (Colombia) a 1700 metri sul livello del mare. La regione è ricca di vita animale e ricoperta da foreste subtropicali, gode di un clima temperato (temperatura media 18°C) e di un terreno vulcanico molto fertile adatto all'insediamento agricolo.

Archeologia di San Agustin.Tra tutte le civiltà sviluppatesi in Colombia quella di San Agustin è la più conosciuta e l'unica che ha lasciato imponenti monumenti megalitici costituiti da dolmen, cariatidi e tombe con impressionanti sculture sparse sulla cima delle colline, con sbancamenti artificiali e terrapieni.

Civiltà di San Agustin

Secondo Reichel-Dolmatoff (1978)

Secondo Duque Gomes - Cubillos(1979)

1500 a.C.- 40 d.C.
Periodo Iniziale

1000 a.C.- 300 d.C.
Periodo formativo

40 - 330
Arginamento
300 - 800
Periodo classico regionale
300 - 1600
Periodo finale
800 - 1500
Periodo recente
Sull'origine della gente di San Agustin si possono fare solemente delle ipotesi: secondo alcuni gli antichi agustiniani sarebbero giunti dalla regione settentrionale del rio delle Amazzoni in epoca molto antica, secondo altri essi svilupparono la loro cultura direttamente sul luogo. I reperti archeologici, datati col metodo del carbonio radiattivo, testimoniano la loro presenza già dal 1500 a.C. e ad Alto de Lavapatas fin dal 3300 a.C.

 

I luoghi sacri I luoghi più importanti della cultura di San Agustin si trovano nella zona di Las Mesitas vicino al villaggio di San Agustin, nella Fuente di Lavapatas, sull' Alto de Lavapatas e sulle colline vicine al villaggio di San Josè de los Isnos, come anche all'Alto de los Idolos e all'Alto de las Piedras. I luoghi di più antica frequentazione sembrano essere a Las Mesitas ed ad Alto de Lavapatas mentre i centri religiosi e probabilmente politici erano a Las Mesitas ed all'Alto de los Idolos. Trecce di sculture sono comuni in una regione vasta, come per esempio a El Tablon, sul Cerro de la Pelota, sull'Alto del Mortino e altri luoghi.

Le tombe delle persone comuni venivano poste sotto il pavimento delle loro capanne mentre le tombe delle persone importanti venivano costruite con un'architettura monumentale. Per costruire le tombe venivano dapprima livellate le sommità delle colline e poi costruite delle piccole nuove colline per i monumenti funerari.

Le tombe più importanti come quelle de Las Mesitas A,B,C hanno una complessa architettura con un grande dolmen ed una o due statue davanti. Altre tombe più semplici come quelle della Mesita D, sono formate da una buca con una stanza affianco. Alcune tombe comunicano con dei piccoli templi di pietra. Si trovano anche dei grandi sarcofagi monolitici posti al centro del monumento ricoperti a volte con grandi lastre con una figura umana scolpita (probabilmente l'immagine del defunto sepolto). Alcune offerte venivanno riposte attorno ai muri laterali del dolmen, i quali erano a volte decorati con graffiti o con figure geometriche bianche, rosse o gialle.

Le statue più grandi superano i 6 metri di altezza, quelle medie sono alte 2 o 3 metri, quelle più piccole hanno un'altezza tra i 30 e gli 80 cm. Le figure sono quasi sempre antropomorfiche ma a volte rappresentano animali, come uccelli, rane od altro. La testa che è generalmente molto grande a volte ha dei denti molto sporgenti e delle zanne feline. Le figure sono frontali e simmetriche e rappresentate in piedi. Nelle mani vengono a volte scolpiti dei particolari utensili che gli archeologi interpretano in vario modo (scettri, simboli solari etc.).

I personaggi dell'arte statuaria agustiniana sono sia maschili che femminili. Molti sono interpretati come dei del sole (i maschi) o dee della luna (i personaggi femminili) mentre altri sono visti come rappresentazione della luna. Le divinità lunari sono associate all'acqua, alla notte e alla luna.

Altre figure rappresentano invece dei sacerdoti che appaiono ricoperti di una pelliccia, con il viso nascosto da una maschera mentre tengono nelle mani degli scettri.

Il dio sole che spesso ha un pennacchio stilizzato ed è armato di accetta protegge le tombe più importanti come quelle che si possono vedere ad Alto de los Idolos e nella Mesita A. In certi casi le tombe rappresentano il 'doppio io' o alter ego perchè sulla testa della persona o del guerriero rappresentato vi è la figura di un'altra persona o di un animale. Queste immagini curiose sono poste all'entrata del dolmen. Altre statue si trovano su terrapieni all'aperto.

Dalla datazione che va dal I secolo a.C. al VII secolo d.C. sembra che vi sia stato un continuo sviluppo dello stile delle statue ed anche delle ceramiche associate alla cultura agostiniana. L'arte orafa, i pettorali, i collari d'oro o di rame ed i diademi rassomigliano a quelli delle culture delle valli di Cauca e Talima, i primi ritrovamenti, scoperti nella Mesita B, datati nella seconda decade a.C. provano l'antichità dell'arte nella cultura colombiana.

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Orientamento dei monumenti agustiniani. Durante una missione di studio avvenuta nel Settembre del 1993, l'autore eseguì mediante un'alidada (errore massimo 0,2 gradi) una serie di misurazioni sull'orientamento (con un errore che a volte raggiunge 1 grado a causa delle condizioni del monumento) delle tombe della regione di San Agustin poste nelle Mesitas, sull'Alto de Lavapatas, Alto de los Idolos e Alto de las Piedras; sono state misurate tutte le tombe oggi visibili.

Alto de los Idolos - In questo sito vicino a San Josè des Isnos, un gruppo numeroso di tombe è posto alla sommità di una collina, spianata a forma di U, datato tra il I secolo a.C. ed il VII d.C (vedi mappa). In questa zona vi sono la Mesitas A e B con 5 tombe e 2 steli e sul terrapieno ad U 10 monticoli con delle grandi tombe simili. Sono state effettuate 18 misurazioni. (mappa grafico 1). Le registrazioni di azimut indicano due direzioni prevalenti: nord ed est. Gli orientamenti verso est sono tutti contenuti nell'ampiezza ortiva del sole.

Alto de las piedras - Situato 10 kilometri a nord del primo, è costituito da una dozzina di tombe, decorate con statue di divinità solari ed altre figure, con alcune tracce di pittura appena visibili (vedi mappa). La statua più interessante rappresenta una figura dalle grandi zanne che sovrasta un'altra figura mezza umana e mezza animale. Quest'ultima statua non è stata misurata perchè non è certa la sua dislocazione originaria. Sono state effettuate 11 misurazioni che mostrano un orientamento prevalente meridiano o equinoziale (grafico 2).

Alto de Lavapatas - Questo sito è alla sommità del colle all'interno del Parque Arqueologico vicino alla Fuente de Lavapatas. Sull'altura si trova una serie straordinaria di statue antropomorfiche e zoomorfiche. Alcune staute attorno ad una grande tomba sono esempi del 'doppio io'. E' stata effettuata una sola misurazione, risultata con orientamento meridiano, per il sospetto che l'originaria disposizione delle tombe non si sia mantenuta nel tempo.

Mesitas - All'interno del Parque Arqueologico si trovano 4 Mesitas (monticcioli artificiali).

Mesita A - Vi si trovano due monticoli con delle grandi tombe a dolmen con numerose statue e molte altre tombe vicine al monticolo orientale (vedi mappa). Questi monumenti sono datati dal II al III secolo d.C.. Mesita B - Questa è la Mesita che contiene il gruppo di tombe più interessanti: tre alture con al centro una buca (vedi mappa). Come mostra il grafico 4 sono state effettuate 18 misurazioni. Mesita C - Vicino alla Fuente de Lavapatas si trova la Mesita C, datata tra il III ed il VII secolo d.C., caratterizzata da un piccolo gruppo di tombe a dolmen (vedi mappa). Sono state effettuate solo 3 misurazioni per la mancanza di tombe visibili. Mesita D - Un piccolo gruppo di tombe nel giardino del museo caratterizzato da buche affiancate da una stanza. E' stata effettuata una sola misurazione risultata ad orientamento meridiano. Le datazioni sono II secolo a.C., II secolo d.C., V secolo d.C.   

Mesita B

GRAPH3A2.GIF (6159 bytes)Interpretazione. I 4 diagrammi mostrano abbastanza distintamente che le tombe esaminate nello studio sono orientate verso i punti cardinali. E' presente una significativa dispersione di orientamenti attorno all'Est mentre gli orientamenti verso Nord sono concentrati. Gli orientamenti verso Sud ed Ovest o verso altre direzioni sono rari od assenti. Nelle tombe esaminate non vi è nessun allineamento verso i punti del sorgere del sole ai solstizi e agli equinozi o con i punti di stallo della luna. I pochi casi di allineamento di questo genere vanno considerati come accidentali.

GRAPH3B2.GIF (4343 bytes)Gli orientamenti verso Est sono stati probabilmente determinati senza alcuna particolare osservazione astronomica. Al contrario  quelli verso Nord essendo molto più esatti possono essere stati presi per mezzo di qualche speciale osservazione astronomica.

L'autore suggerisce due possibilità per ottenere queste direzioni: o l'uso dello gnomone verticale che può indicare la direzione del Nord con la sua ombra più corta, o l'osservazione diretta della stella polare.

GRAPH3C2.GIF (4343 bytes)L'uso dello gnomone era probabilmente noto nelle regioni andine, anche se ne abbiamo la prova solamente in epoca più tarda con Garcilaso de la Vega (Commentarios Reales XXII Cap.).

Per quanto riguarda l'osservazione della stella polare dobbiamo notare che il Polo Nord è a malapena visibile essendo molto basso sull'orizzonte dato che il luogo è posto a 1°53' di latitudine nord. La stella polare, una stella di seconda magnitudine, era tuttavia l'unica stella brillante attorno al polo del mondo.

GRAPH3D2.GIF (5464 bytes)Tra il I ed il VII secolo d.C. la distanza della stella polare dal polo, come si può vedere nel grafico, passò da 12 a 7 gradi. Dal momento che la stella era sempre bassa sull'orizzonte, o appena al di sotto per diverse ore, poteva essere vista solo al momento della culminazione superiore. Questa potrebbe essere la spiegazione per i precisi orientamenti verso il Nord.

Da questo lavoro emerge che gli Agustiniani senza dubbio orientavano le tombe verso i punti cardinali. Un'analisi più dettagliata, anche con il contributo degli etnologi, potrebbe far luce sulle motivazioni di questi particolari orientamenti dei monumenti della cultura di San Agustin.

Bibliografia.

Posizione della stella polare

Note:Estratto da 'Atti e Memorie dell'Accademia Patavina di Scienze, Lettere ed Arti', Volume CVI (1993-94) - Parte II: Classe di Scienze Matematiche e Naturali.Autore: G.Romano.

Il calcolo delle posizioni della Stella Polare è stato eseguito da G.Umbriaco. La traduzione in inglese è stata curata da M.Marini e G.Marini

©1998 Studio CaLion srl

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